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Salute dell’hard disk

Da qualche tempo, alcune suite di sicurezza hanno iniziato a includere nella loro dotazione anche funzioni che analizzano lo stato di salute delle memorie di massa, avvisando l’utente quando un’unità mostra qualche segno di usura, probabilmente perché si sta avvicinando la fine della sua vita utile. Questo genere di informazioni non rientra nell’alveo tradizionale dei software anti­malware, ma si tratta comunque di informazioni preziose, utili per l’utente a prescindere da chi le fornisce. La base di partenza in ogni caso sono i dati Smart (acronimo di Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technolo­gy), informazioni diagnostiche memorizzate da tutte le unità disco ragionevolmente moderne (sia a stato solido sia a piatti magnetici) e accessibili via Api a qualsiasi software capace di supportare lo standard.

 

Il principale problema con questa tecnologia è che i valori cambiano radicalmente tra un produttore e l’altro, tra un modello e l’altro e a volte anche tra un esemplare e l’altro dello stesso modello. Per le applicazioni che leggono queste informazioni può quindi essere molto difficile ricavare con una singola lettura informazioni davvero affidabili sullo stato di salute di ogni unità; più semplice, invece, è confrontare lo stato attuale con quelli precedenti, per evidenziare tendenze specifiche come l’aumento del numero di settori riallocati oppure un degrado delle prestazioni, segnali che possono far presagire un guasto imminente. Inoltre, il protocollo Smart permette anche di eseguire routine diagnostiche di durata variabile per ricercare attivamente eventuali problemi.

 

Se si vogliono ottenere risultati analoghi con strumenti personalizzati è necessario un po’ di lavoro in più. Uno degli strumenti storici di questo settore è: CrystalDiskInfo, scaricabile gratuitamente in diverse versioni (cambia solo l’aspetto estetico), sia in formato installabile sia come archivio portable.

 

Il programma è compattissimo (l’eseguibile occupa meno di 3Mbyte sull’hard disk, mentre il processo supera di poco i 5Mbyte in memoria) e mostra in maniera piuttosto completa tutti i principali parametri di ogni unità installata. Come accennato, per ottenere la massima protezione è utile mantenere il programma sempre attivo in background, così da rilevare eventuali variazioni nei parametri misurati; per ottenere questo risultato basta selezionare Funzioni\Esegui all’avvio di Windows nel menu principale.

 

Per default, il programma emette un avviso acustico in caso di problemi; si può invece configurarlo per inviare messaggi diagnostici via email (una soluzione molto utile, in particolare, per il monitoraggio remoto dei sistemi) selezionando funzioni\funzioni allerta\mail avviso. Perché l’invio dei messaggi si completi con successo, però, bisogna richiamare la finestra di configurazione del server email (Funzioni/Funzioni allerta/ Impostazioni mail) e inserire i dati relativi al provider SMTP. Un’alternativa interessante è DiskCheckup di Passmark che però è gratuito soltanto per uso personale (la versione commerciale costa 27 dollari Usa). Questo programma offre un’interfaccia più semplice e intuitiva rispetto a CrystalDisklnf o e permette di avviare facilmente i test diagnostici Smart, sia quello bre­ve sia quello esteso. Anche in questo caso, si può configurare il tool per inviare notifiche via email in caso di problemi.

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